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Oggi vi presento un’autrice emergente che, con i suoi 2 romanzi, ha già raggiunto un invidiabile successo.

Lei è Michela compri e ha scritto “L’ultimo addio” e “Una bellissima guerra”.

Ho avuto il piacere di intervistarla e sono stata colpita dalla sua spontaneità e semplicità che ha saputo mantenere anche dopo i suoi primi traguardi.

Michela, parlaci di te…

Ho una grande passione per la lettura che mi coinvolge fin da piccola. Inizialmente leggevo libri di ogni genere, negli ultimi anni, invece, ( più o meno dall’uscita di “Cinquanta sfumature di grigio” ) ho allargato la lettura ad altri generi che non fossero Nicholas Sparks. Mi sono orientata verso Young Adult, New Adult ed erotici. Si, in realtà sono copia/incolla di “Cinquanta sfumature” ma io li chiamo così 😜

Fantastico! Quindi sei una lettrice accanita! E cosa ti ha fatto fare il grande passo da lettrice a scrittrice?

Dopo aver letto “Uno splendido disastro”, che rimane sempre il mio preferito, mi sono seduta al pc e non so come è nato “L’ultimo addio”. La storia mi è venuta naturale, di getto. L’ho scritto in un mese circa.

E’ stato difficile trovare il coraggio di pubblicarlo? Quali erano le tue aspettative sul tuo romanzo di debutto?

Premetto che la prima persona ad averlo letto è stata la mia migliore amica, mi fido ciecamente di lei e la stimo profondamente. Se mi avesse detto che il libro non le era piaciuto non lo avrei mai pubblicato. Una volta che ho avuto il coraggio di farlo leggere a lei, che è come la mia costola, il resto è venuto da sé.

Le aspettative erano molto basse, sono una persona molto “terra terra”, non mi aspettavo un grande riscontro. Speravo che, si e no, lo comprassero i parenti più stretti. Invece, con grande sorpresa, entrambi i libri hanno riscontrato un grande successo; considerando che il prezzo di lancio per una sconosciuta era alto.

Sei già, ormai, alla stesura del tuo terzo romanzo giusto?

Si, è in dirittura d’arrivo. Ho già scritto una bozza di un altro ma sono ancora all’inizio. Una volta che si comincia non si riesce più a smettere!

E’ diventato un po’ più facile o è sempre una sfida come la prima volta?

E’ sempre più difficile. La prima volta sembra complessa, in realtà quando poi ti confronti con altre scrittrici, noti le differenze. Ho avuto la fortuna di fare delle conoscenze online di persone che lavorano nel campo dell’editoria e che mi hanno dato qualche suggerimento. Da allora, ho notato e mi hanno fatto notare, che sono migliorata.

Non scrivo più, però, di getto. Minimizzo ogni singola parola, sto attenta alla stesura.

La difficoltà maggiore che ho riscontrato è scrivere i dialoghi ricordandomi che io i personaggi li vivo, mentre il lettore li deve percepire. Bisogna avere la capacità di scrivere alla portata di tutti.

Un continuo miglioramento quindi, ma dimmi, da cosa è nata l’idea dell’ autopubblicazione?

Mi è stata suggerita da mio marito, io non ne avrei mai avuto il coraggio. Mi ha detto: ” Non fai mica niente di male, mal che vada non leggeranno niente!” E così, mi sono lanciata! Lo ringrazierò sempre per avermi dato la spinta iniziale.

Hai mantenuto la semplicità che ti caratterizzava agli inizi, come si riesce a rimanere “con i piedi per terra”?

Io provengo da una famiglia molto umile, nessuno prima aveva mai intrapreso la strada della scrittura. I miei genitori mi hanno insegnato che, nonostante tutto, bisogna lavorare sodo e mantenere salde le radici. Non ci si deve illudere mai che una cosa persista nell’eternità. Bisogna vivere il momento, mantenendo saldi i principi con cui sei cresciuta.

Ecco perché non vivo nell’illusione di poter pubblicare, un giorno. Lo spero tanto e, a dire la verità, c’è mancato poco, quando ti sentì dire “No” è un bel rospo da ingoiare. Ci sono rimasta male per qualche giorno, ma poi è passata.

Come ti vedi tra 5 anni?

Tra 5 anni? Oddio… che domandona!

Vorrei potermi dedicare al 100 % alla scrittura e alla moda che sono le mie più grandi passioni. Ma chi lo sa! Mi piacerebbe tanto.

Ringrazio tantissimo Michela per la disponibilità, è stato un piacere intervistarla e sapere qualcosa di più su di lei.

Fedele alle proprie origini è determinata a realizzare i propri sogni. Da ammirare!

“Una bellissima guerra” rimane il mio romanzo preferito.

Un abbraccio

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