Le storie che parlano di militari, della loro dura vita e della sofferenza che provano le loro famiglie non sono mai senza lacrime. La bravura di un’autrice sta proprio nel parlarne con la giusta dose di delicatezza e coinvolgimento, facendo sentire il lettore parte di quell’angoscia.

Consolation di Corinne Michaels è il primo romanzo della duologia omonima che racconta la storia di Natalie e Liam, due persone il cui destino si è incrociato quasi per gioco.

La trama:

La piccola Aarabelle non era ancora nata quando sua madre Natalie ricevette la tragica notizia della morte di Aaron, suo marito, marine caduto in battaglia. Il destino, che le stava per concedere il dono più bello, le ha strappato la felicità facendola piombare nella disperazione più profonda. L’unico in grado di darle conforto è Liam Dempsey, il migliore amico di suo marito, che le sarà vicino per onorare la promessa che aveva fatto ad Aaron prima che lui partisse per la sua ultima missione. Ma né Liam né Natalie potevano immaginare che da quella vicinanza potesse nascere un rapporto che andasse oltre la semplice amicizia, per diventare qualcosa di sconvolgente a cui neanche loro riescono a dare un nome. E mentre Liam si consuma nel rimorso di poter in qualche modo tradire la fiducia che Aaron ha riposto in lui, Natalie non sa comprendere se quello che prova nasca da qualcosa di profondo o sia solo desiderio di essere consolata da un dolore a cui non riesce a fuggire. È questo il prezzo che deve pagare per essere di nuovo felice?

Quando Natalie scopre che il marito non c’è più, perde completamente il senso della realtà. Sopravvive alle giornate galleggiando sul filo dell’acqua, rischiando in ogni momento di affogare.

Tutto ciò che riesce a pensare è che la sua vita è stata fatta a brandelli, la bandiera dei caduti adagiata in salotto ne è la prova. L’unica cosa che la tiene davvero in vita è sua figlia Aarabel, la copia sputata del padre che non c’è più.

Natalie cerca di vivere di ricordi, con il terrore che piano piano questi sbiadiscano e lei non riesca più a sentire la voce del marito che le da la buonanotte o che non riesca più a focalizzare Aaron nel salotto che prepara la cena.

Lo strazio che la protagonista prova mi è entrato dentro il petto, sento ancora il terrore che provava lei ogni volta in cui quel dannato campanello suonava. La vita della moglie di un marine non è per nulla facile.

Ma Natalie cerca di riprendersi, lotta per sua figlia e per un futuro tanto incerto quanto spaventoso. Fa la guerra al mondo, alla vita così difficile e chiunque le chieda per l’ennesima volta come stia.

Ma un angelo incrocerà il suo cammino, un ragazzo dalle spalle larghe e il sorriso contagioso cercherà di riportarla alla realtà, con pazienza e dedizione.

Natalie troverà nelle braccia di Liam un porto sicuro, un posto dove rifugiarsi quando i ricordi fanno troppo male.

Liam le rimane accanto, la conforta e la fa tornare persino a ridere, e piano piano, senza volerlo, si innamora di lei.

Natalie si ritrova di colpo a dover combattere contro il dolore per la perdita e il senso di colpa per aver iniziato a provare forti sentimenti per il migliore amico del marito defunto, l’unica persona che sembra dare aria ai suoi polmoni feriti.

E poi c’è un ostacolo in più: anche Liam è un marine.

Come può Lee pensare di innamorarsi di nuovo di un militare? Come potrà sopportare le sue missioni e i suoi viaggi rischiando che nemmeno lui torni a casa da lei e Aarabel?

Tanti dubbi affollano la mente della ragazza, tanti  dolori diversi si accumulano nel suo cuore, ma lei è più forte.

Il bello di questo romanzo sta proprio qui: la tenacia che Lee dimostra è qualcosa di così grande e potente da sorprendere persino lei stessa.

Lotta per l’amore, lotta per la vita, lotta per respirare ancora.

Una storia spettacolare, drammatica e coinvolgente. Un romanzo in cui l’amore trionfa sopra tutto, sopra la guerra, sopra la morte.

Un momento… ma sarà davvero così?

Il finale è qualcosa di devastante, la giusta conclusione di un romanzo da togliere il fiato e la giusta introduzione ad un altro romanzo, il secondo della duologia, che si preannuncia portentoso.

Mi sento di fare una sola piccola critica a questo libro: il finale è un po’ affrettato. Mi sarei aspettata più attenzione per quello che secondo me è un finale da capolavoro. Avrei voluto saperne di più, immergermi di più, invece sono arrivata alla fine troppo velocemente.

Questa piccola nota stonata, però, non rovina per nulla l’opinione che mi sono fatta del romanzo. Rimane uno de migliori che io abbia letto nell’ultimo periodo.

Voto?

4/5

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A presto con nuove storie,

Elena